"L'uomo che voleva essere colpevole".
13 AGO 20

Ogni volta che un qualche disagio spinge chicchessia ad un gesto insano, ecco che parte la fiera dei geniali commenti (psico)socialmente sostenibili: è colpa della politica, della corruzione, degli hedge founds, della società, della globalizzazione, della famiglia, etc. etc… Tutto pare a tutti più o meno deterministicamente ricostruibile. Ma di una siffatta “insania”, al netto delle ovvie condanne di circostanza, nessuno può - veramente - rispondere. E resta inappagata, invece, una domanda, crudele: “E’ l’invidia che muove l’insano a prendersela con gli altri per i propri insuccessi o è l’insania che muove l’invidioso a fare altrettanto”? No risposte “socialdemocratiche”, please. A quelle, ha replicato anni fa ed una volta per tutte la penna del geniale scrittore danese (ca va sans dire) Henrik Stangerup con la figura di Torben, l’uxoricida protagonista dell’ “Uomo che voleva essere colpevole”.